

COMUNE DI BARI
RESTAURO DELLE FACCIATE DEL PALAZZO – CAMERALE DI BARI
Impresa:MANUTENZIONI S.R.L.
con sede in Molfetta (BA) alla Via delle Ricamatrici n. 2/A
P.IVA 05641980726
Progetto Esecutivo di Variante
Direzione dei lavori Arch. Paolo A. M. MAFFIOLA
con sede in Bari alla Via Principe Amedeo n. 25.
C.I.G.:885432327d
C.U.P.:J95f20000240005
La seconda metà del 1800 rappresenta per Bari un periodo di intensa trasformazione ed evoluzione della città, che hanno visto la nascita di nuovi grandi complessi edilizi.
La Camera di Commercio istituita, nel 1849, trovò inizialmente sistemazione provvisoria nel borgo antico e nel 1863 stabilì la propria sede, al terzo isolato di via Melo. A seguito del rapido sviluppo della città, la Camera cambiò diverse sedi, prima al civico 78 di Corso Vittorio Emanuele e poi al civico 3 di Via Castello.
La crescita economica e l’espansione demografica della fine del XIX secolo, nonché le accresciute esigenze della Camera di Commercio, spinsero l’Ente a cercare una nuova sistemazione; la costruzione del nuovo palazzo fu definita nell’isolato circoscritto da Corso Cavour, Piazza Eroi del Mare, via Quarnaro e via S. Fiorese, ancora oggi attuale sede.
A tal proposito vale la pena ricordare che ancora verso la fine del 1852, mentre il borgo murattiano andava sempre più espandendosi, la superficie posta ad oriente, oggi occupata dalla Camera di Commercio, dalla Banca d’Italia e dal Petruzzelli, il così detto ‘spiazzo della marina di levante’, si presentava come una landa senza edifici, utilizzata principalmente dai pescatori per le attività di vendita .

[Veduta del Girelli della città di Bari nei primi anni dell’Ottocento, mostra l’area spianata su cui sorgerà la sede camerale.]
Dibattuto fu il luogo su cui doveva essere edificata la nuova sede. In via definitiva la scelta si ridusse tra Piazza Massari e Largo Cavour.

[Piano di ingrandimento della città di Bari redatto dall’ingegnere Pietro Trotti, 1867]
L’area, delimitata da via Cardassi e Corso Cavour, era destinata a “piazza e villa” , così come si evince sia dal Piano Regolatore del 1867 dell’ingegnere Pietro Trotti che dal “Progetto di modifiche del Piano di ingrandimento della città del 1867”, redatto dall’ingegnere Carlo Cali’ e approvato nel 1880. Nonostante la destinazione del piano, nello stesso anno l’Ente, dopo lunghe trattative, acquistò dal Comune l’area in Corso Cavour, prospiciente il mare, sulla quale venne edificata l’attuale sede.
Nel giugno 1881 venne bandito il concorso per la progettazione dell’edificio, vinto dagli architetti Antonio e Mario Moretti di Roma. Nel 1882 si diede inizio alla sua costruzione, sotto la direzione tecnica degli stessi progettisti, ai quali, nel 1888 subentrò l’ingegnere Vittorio Chiaia fino al completamento dell’opera. Non vi è traccia dell’originale progetto e delle eventuali varianti in corso d’opera.

[“Progetto di modifiche del Piano di ingrandimento della città del 1867” dall’ingegnere Carlo Calì, 1880]
Le difficoltà incontrate nel corso dei lavori furono principalmente legate alla presenza di acqua durante la realizzazione degli scavi di fondazione. I lavori furono comunque conclusi nel 1889 e, durante l’autunno dello stesso anno, gli uffici camerali si insediarono nel nuovo palazzo che, viste le dimensioni, accolse anche la direzione provinciale delle Poste fino al 1936.

[Vista del Palazzo della Camera di Commercio in una cartolina postale di fine ‘800]

[Vista del Palazzo della Camera di Commercio in una foto d’epoca dei primi del ‘900]
Nell’aprile del 1945, a seguito dello scoppio di una nave carica di munizioni, l’edificio subì gravi danni sia a livello architettonico che statico; la maggior parte degli infissi venne divelta e andarono persi anche i lucernari in vetro degli atri e le finte volte di quattro vani del primo piano. Apparvero le prime lesioni sulle strutture portanti e alcuni muri divisori subirono gravi danni.
Seppur i danni fossero ingenti, i lavori di ripristino dell’edifico si limitarono solo al rifacimento degli infissi, delle tramezzature e dei pavimenti. Successive modifiche interne, eseguite per adattare i locali di secondo piano utilizzati dalla Facoltà di Ingegneria, nonché il rifacimento integrale del soffitto della sala consiliare ed altri interventi al piano terra e piano cantinato, ove fu ricavato un garage, provocarono un aggravio dei dissesti.
Nel 1966, a seguito della caduta di pezzi dal cornicione d’attico la Camera di Commercio interessò l’Ufficio Tecnico Comunale, il quale a seguito di sopralluoghi, constatò la presenza di importanti dissesti statici ed invitò l’Ente ad eseguire indagini e accertamenti sull’immobile, con un continuo monitoraggio mediante posa in opera di una serie di biffe.
Nel 1967 l’Ente predispose l’esecuzione di saggi sulle fondazioni, ma per la presenza ingente di acqua marina i lavori vennero sospesi.
In quegli anni, diverse furono le proposte avanzate, tra cui anche la demolizione e ricostruzione dell’edificio. Fortunatamente la Soprintendenza, in data 16 ottobre 1971, sottopose l’edificio a vincolo di tutela, ai sensi della legge n.1089/39, scongiurando il rischio di demolizione. Nello stesso anno, l’immobile, divenuto pericoloso per la pubblica incolumità venne sgomberato e l’anno successivo il Comune evidenziò in una relazione le cause del dissesto e la necessità di intervenire con opere di consolidamento e restauro.
Diverse le commissioni tecniche nominate e i professionisti incaricati, ma solo nel 1974 fu affidato l’incarico agli studi Chiaia – Napolitano – Mangini che predisposero un progetto che prevedeva un parziale svuotamento dell’edificio e la ricostruzione con struttura in acciaio, con l’intento di realizzare un maggior numero di piani, non approvato dalla Soprintendenza.
Solo nel 1980, venne approvato il progetto esecutivo di ristrutturazione e consolidamento a cura dell’ing. Benedetto Muciaccia, con la collaborazione di diversi studi professionali.
Importanti furono i lavori di consolidamento sia interni che esterni; tra gli interventi più significativi furono previsti: la realizzazione di intercapedine lungo il perimetro esterno del fabbricato, il consolidamento delle fondazioni, del corpo di fabbrica posto a nord, con l’utilizzo di micropali e l’esecuzione sulle murature portanti di reticoli in cemento armato, la posa in opera di catene su tutti e quattro i blocchi di fabbrica, la realizzazione, al di sopra delle chiavi delle volte, di solai con putrelle in ferro a doppio T e tavelloni, il rifacimento del solaio di copertura.
Nel corso dei lavori, a seguito di ulteriori accertamenti sulle fondazioni, con la collaborazione del prof. ing. Antonio Vitone, constatando che l’ottima fattura della muratura in pietra non presentava alcuna fessurazione né segni di cedimento, furono riprogettati alcuni interventi previsti: non furono più realizzati micropali di consolidamento delle fondazioni, ma si eseguirono interventi di alleggerimento del riempimento delle volte e calotte in cemento armato all’intradosso delle stesse, il solaio di copertura in putrelle a doppio T, venne sostituito con un solaio in c.a. precompresso e fu realizzato un cordolo perimetrale e inserite catene in c.a. sia nel solaio di copertura che a livello degli altri piani. Inoltre fu demolito e ricostruito in c.a. il cornicione d’attico e la struttura portante dell’orologio sita sul prospetto di Corso Cavour.
I lavori furono definitivamente conclusi nel 1982 e gli uffici della Camera di Commercio tornarono nell’edificio.
Da quel momento il fabbricato è stato interessato solo da ripetuti interventi di manutenzione dei prospetti, soggetti a degrado provocato dalla costante azione aggressiva degli agenti atmosferici, sostanze inquinanti, materiali utilizzati non idonei sia al tipo di paramento murario che alla vicinanza del mare.
Il Palazzo della Camera di Commercio rappresenta un importante esempio di architettura neoclassica, a pianta quadrata con una superficie complessiva di circa 3400 mq. Esso ha un’altezza complessiva di circa 25,00 m e si sviluppa su tre piani fuori terra, più uno seminterrato, con struttura portante in muratura; occupa un intero isolato con ingresso principale posto su Corso Cavour.

[Il palazzo camerale tra corso Cavour e via Fiorese]
Evidente è la rigorosa simmetria dei prospetti, tutti e quattro pressoché simili, scanditi verticalmente da lesene lisce con capitello dorico, le quali suddividono le facciate in cinque parti ben distinguibili, di cui due alle estremità ed una centrale.
Un’ulteriore tripartizione verticale movimenta la facciata nella parte centrale, che avanza rispetto all’intero prospetto, ed è ulteriormente ornata da lesene, che ritmano la scansione delle specchiature centrali. In posizione baricentrica troviamo gli ingressi, caratterizzati da ampi portoni lignei con in alto il logo della Camera di Commercio.

[Il palazzo camerale su largo / piazza Eroi del Mare]
Le cornici marcapiano scandiscono orizzontalmente l’edificio suddividendolo in tre livelli; il piano terra è caratterizzato da un alto basamento modanato in pietra bocciardata sovrastato dalle aperture di piano terra caratterizzate da davanzali lapidei, lineari e modanati, oltreché da lesene e cornici perimetrali sagomate sovrastate da timpani lineari, e da archivolti modanati in corrispondenza delle sole aperture centinate alle estremità e nella porzione centrale.
I livelli superiori sono sottolineati da cornicioni marcapiano e piedistalli modanati sui quali si attestano le aperture anch’esse contornate da cornici sagomate e sormontate da timpani centinati per il primo piano, e lineari per il secondo piano, eccetto le porzioni alle estremità ed al centro dove sono centinati; all’interno dei timpani, a primo piano, vi sono elementi decorativi a conchiglia, mentre in quelli di secondo piano, a baccello.
Eccetto che per il prospetto est prospiciente p.zza Eroi del Mare, tutti i prospetti presentano, a primo piano, balconate centrali, caratterizzate da balaustre con colonnine, alle quali si accede dalle aperture centinate e modanate.
A coronamento della facciata il cornicione aggettante e sottostante fregio con triglifi e ‘metope’. Il cornicione d’attico, un tempo costituito da muratura di tufo e travi in ferro a doppio T, è stato demolito e ricostruito in cemento armato negli anni ’80 a seguito degli importanti lavori di ristrutturazione e consolidamento di cui si è detto.

[Restituzione fotografica del prospetto principale su Corso Cavour]
Di particolare pregio è il prospetto principale che, a differenza degli altri, è costituito da portale d’ingresso ancora più imponente e monumentale, sottolineato da due colonne in granito, poggiate su piedistalli, che reggono la balconata lapidea. Alla sommità del prospetto, al centro, si eleva una torretta con orologio, anch’essa ricostruita nel corso dei succitati lavori.
Tutti i prospetti allo stato attuale risultano intonacati e tinteggiati con colori chiari, dalle indagini attuali sul corpo di fabbrica sono emerse nuove indicazioni che saranno rappresentate nei successivi paragrafi per ulteriori approfondimenti circa le caratteristiche materiche delle finiture.
Gli infissi a doppio vetro, frutto di sostituzione degli originari in legno, sono in alluminio elettrocolorato nero.
