COMUNE DI POLIGNANO A MARE

POR PUGLIA 2014 – 2020

ASSE IV – AZIONE 4.4 – “Interventi per l’aumento della mobilità

sostenibile nelle aree urbane e sub urbane”.

PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UNA VELOSTAZIONE

IN ADIACENZA ALLA STAZIONE FERROVIARIA

 COMMITTENTE: COMUNE DI POLIGNANO A MARE

 

RUP: arch. Roberto POTENZA

  

PROGETTO ESECUTIVO

  

RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO TRA PROFESSIONISTI:

arch. Paolo A. M. MAFFIOLA        Capogruppo Mandatario

arch. Antonella MARI                     Mandante

arch. Valeria DE TROIA                  Mandante

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PREMESSA

Il progetto per la realizzazione della Velostazione del Comune di Polignano a Mare, all’interno dell’area della stazione ferroviaria rientra in modo integrato nell’ambito complessivo dei finanziamenti di cui al POR PUGLIA 2014-2020 Asse IV “Energia sostenibile e qualità della vita” Azione 4.4 “Interventi per l’aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane e sub urbane”.

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INQUADRAMENTO DELL’INTERVENTO

Il progetto prevede la realizzazione di una velostazione in adiacenza alla stazione ferroviaria del comune di Polignano a Mare e la riqualificazione di un edificio posizionato nell’area limitrofa, attualmente in stato di abbandono.

Il Piano della Mobilità urbana e il Piano della mobilità ciclabile e dei pedoni di cui è dotato il Comune di Polignano a Mare, prevedono la realizzazione di una serie di velostazioni. Tra le ubicazioni individuate, quella che riguarda il presente progetto più di tutte favorisce l’interscambio tra mezzi privati e trasporto pubblico.

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DESCRIZIONE DELLE OPERE IN PROGETTO

La realizzazione della nuova Velostazione si offre quale occasione per riqualificare un’ampia area da tempo dismessa che si sviluppa lungo i binari ferroviari e che si presenta, in virtù della sua ubicazione, come elemento di fondamentale importanza per la ricucitura dell’area della stazione con il contesto urbano, per l’incentivazione della fruizione del trasporto pubblico e della mobilità leggera, per il consolidamento del legame della città con i comuni limitrofi e con il contesto territoriale allargato, e,  non ultimo, per la riqualificazione della zona attraverso l’attivazione di nuove funzioni ed attraverso la qualità dell’architettura e dei servizi offerti.

In accordo con le previsioni dei nuovi Piani comunali in merito alla viabilità ciclopedonale, la nuova velostazione intende rispondere ad una duplice, fondamentale esigenza: fornire tanto all’utenza di passaggio che a quella locale la possibilità di usufruire di nuove modalità di spostamento, in linea con l’urgente esigenza di limitare l’utilizzo di mezzi di trasporto inquinanti consentendo allo stesso tempo spostamenti rapidi e agevoli. Il comune di Polignano a Mare, difatti, è inserito in una ‘rete’ di piccoli comuni, ciascuno comprendente frazioni e contrade, uniti da forti rapporti di scambio sul piano commerciale, lavorativo e culturale in genere. Basti dire che, essendo il comune di Polignano dotato di un unico istituto di formazione superiore, un numero elevatissimo di studenti si sposta presso i comuni limitrofi per frequentare altre scuole, così come molti studenti provenienti dai vicini comuni, frequentano l’Istituto Alberghiero di Polignano. Questo fenomeno del pendolarismo, che riguarda anche i lavoratori o i turisti – e che non rappresenta certamente in sé stesso una peculiarità – si caratterizza per le difficoltà che comporta l’assenza di un adeguato sistema di mezzi di trasporto pubblico cittadino. Di fatto, attualmente l’unico mezzo con cui la stazione ferroviaria o le vicine fermate dei bus delle linee intercomunali e dei pullman turistici possono essere raggiunti è l’automobile privata, a meno di non percorrere lunghi tragitti a piedi. Analogamente, per chi giunge o torna in stazione, non esiste un sistema di mezzi di trasporto pubblici che consentano di raggiungere agevolmente le scuole, i luoghi di lavoro, le proprie abitazioni o i tanti luoghi ameni di cui il comune si fregia. Dunque, l’utenza che si prevede possa trarre maggiore vantaggio dalla realizzazione della velostazione non è soltanto quella costituita dai tanti visitatori e turisti, ma soprattutto l’utenza locale, ed in particolare i giovani, verso i quali è a nostro avviso prevalentemente diretto il programma di sensibilizzazione e di educazione all’uso della mobilità sostenibile, in favore del miglioramento degli stili di vita e della qualità dell’ambiente.

Affinché più forte giunga il messaggio positivo legato alla sostituzione dei mezzi di trasporto inquinanti con mezzi sostenibili, la velostazione di Polignano intende proporsi come un luogo attrattivo, nella forma e nella funzione: non soltanto un deposito per biciclette, ma un luogo per la sosta e per l’informazione sui percorsi ciclabili e pedonali, culturali e turistici.

L’avviso pubblico emanato dalla Regione Puglia in risposta alle direttive europee, diviene dunque l’occasione per migliorare l’intero sistema della mobilità del comune di Polignano a Mare, creando una infrastruttura di cui si prevede un uso differenziato e destagionalizzato da parte di fruitori stanziali e in transito.

Opere Edili

Come si è detto, l’area individuata come luogo ideale in cui ubicare l’intervento ricade tra le aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato. Nell’intento di ricucire il margine tra la linea ferrata ed il contesto urbano consolidato che si estende fino alla costa, il Comune ha richiesto, ottenendone la disponibilità, l’area in concessione alle Ferrovie, allo scopo di riqualificarla per realizzarne un ampio parcheggio per mezzi su gomma che comprenda la velostazione oggetto della presente proposta. In sintesi il presente progetto rientra e si integra con le previsioni di realizzazione di un’area per lo scambio intermodale tra mezzi privati e trasporto pubblico.

Per quanto sopra premesso, e grazie alla estensione del lotto, si è pensato di affiancare agli spazi destinati al parcheggio delle biciclette, uno spazio accogliente destinato alla sosta e all’attesa, soprattutto di persone con limitate capacità motorie, provvisto di un info-desk, di un deposito dedicato agli ausili per la mobilità urbana e di una libreria dotata di libri e brochure che forniscano ai ciclisti informazioni sul territorio e sugli itinerari turistici ciclopedonali.  I due edifici da realizzare ex-novo sono stati immaginati come padiglioni a struttura di tipo leggero da montare a secco. Un piccolo volume preesistente nell’area, adeguatamente ristrutturato, ospiterà invece la ciclofficina, un’area per piccole riparazioni, i servizi igienici ed un locale tecnico per la gestione degli impianti di automazione e di video sorveglianza.

Ciclostazione_deposito biciclette

L’idea da cui si è sviluppato formalmente e spazialmente il progetto si ispira al rapporto affascinante che la bicicletta consente di instaurare tra il proprio movimento dinamico e la natura. La forma sinuosa ed organica del padiglione che conterrà le postazioni per le biciclette è derivata dal movimento rotatorio di una serie di telai strutturali in legno ed in acciaio. La sezione variabile del padiglione esprime il senso del movimento, della flessibilità e del cambiamento della percezione lungo un percorso. Il volume è formato da una successione di 52 telai, costituiti da travi in acciaio e in legno lamellare assemblati secondo una configurazione variabile che, pur garantendo la modularità e la ripetizione di elementi standard, grazie a minimi scarti nella forma e nella rotazione determina uno spazio fluido e dinamico. I telai sono posizionati con una distanza di interasse di circa 40 cm, riprendendo le dimensioni tipiche delle comuni rastrelliere. Grazie a questa scelta, non soltanto l’immagine dell’intero edificio denuncia chiaramente la sua funzione, ma consente di evitare la costruzione o l’installazione di elementi ridondanti, in favore di una notevole economicità. Difatti, l’ossatura strutturale dell’edificio in un certo senso funge da rastrelliera, definendo allo stesso tempo l’involucro, lo spazio e la forma architettonica.

Il profilo dei telai, a segmenti variamente inclinati, riprende le tipiche configurazioni e inclinazioni dei sistemi di rastrelliere commerciali – al fine di garantire l’agevole posizionamento e manovrabilità delle bici, nonché la possibilità di installare facilmente componenti e sistemi di attacco reperibili da catalogo.

Il volume destinato al parcheggio per biciclette si estende su 107 mq di superficie per un’altezza media pari a 3.00 m circa. Ospita circa 96 biciclette disposte su due file opposte lungo l’asse longitudinale: i telasi/restrelliere sono configurati in maniera alternata e variabile per il posizionamento orizzontale e verticale delle biciclette. In entrambi i casi le rastrelliere sono costituite da semplici supporti metallici per il bloccaggio delle ruote (2 per postazione) ancorati a ciascun telaio secondo le diverse inclinazioni. Ciascuna postazione sarà dotata di un rilevatore di presenza per la segnalazione dei posti liberi e occupati.

La struttura portante vera e propria, come si dirà di seguito, è costituita da 8 telai principali in acciaio aggregati in 6 moduli, ciascuno inframezzato da 7 telai in legno aventi la funzione di definire la spazialità dell’edificio e di supportare i sistemi di ancoraggio delle biciclette. In questo modo, tra ogni coppia di telai in acciaio si configura un modulo tipo, di larghezza 3.00 m e lunghezza circa 5.00 m. A meno di quelli più prossimi all’ingresso – per i quali si è preferita una forma differente al fine di individuare formalmente l’accesso – i telai di ciascun modulo si differenziano lievemente per l’inclinazione variabile, ottenuta per effetto della rotazione e deformazione della sezione tipo in fase di progettazione. Questo permette di ottenere quella che si definisce ripetizione/variazione, ovvero la ripetizione di un tipo all’interno di un range controllato di variabilità. Tale sistema, alla base della filosofia della produzione customizzata, ha il vantaggio di evitare la rigidezza formale legata all’uso di elementi standard identici ripetuti, senza per questo comportare maggiori costi o difficoltà di esecuzione. Peraltro, il sistema progettato consente l’estensione del deposito con la semplice aggiunta di nuovi moduli, o piuttosto di un determinato numero di telai, permettendo una flessibilità di scelta relativa non soltanto alla nuova superficie che si intenderà coprire – e dunque al numero di nuovi posti-bici che si riterrà opportuno realizzare in futuro – ma anche alla configurazione formale e spaziale, in virtù della possibilità interna al sistema di intervenire sull’inclinazione e sulla rotazione degli elementi. In un certo senso, l’aggiunta di moduli o di telai non prescrive la possibilità di ‘riprogettare’ lo spazio a partire dagli stessi elementi.

Gli elementi strutturali sopra descritti sono tenuti insieme da elementi longitudinali di collegamento, che fungono da irrigidimento e da distanziali. Una orditura secondaria consente poi l’installazione delle parti costituenti l’involucro dell’edificio: lamiere in acciaio corten per la copertura ed il prospetto sud-ovest, installate seguendo l’andamento dello scheletro strutturale e la suddivisione dei moduli; rete metallica architettonica a protezione del prospetto nord-est prospiciente l’area a parcheggio e orientato verso il centro urbano. L’uso della rete architettonica del tipo lamiera stirata a maglie larghe deriva dalla necessità di proteggere l’edificio senza rinunciare alla trasparenza e alla permeabilità all’aria e alla luce naturale. Grazie a questa soluzione si riduce il consumo di energia elettrica necessaria ad illuminare l’ambiente nelle ore diurne. Al contrario, nelle ore pomeridiane e notturne la luce artificiale proveniente dall’interno della ciclostazione, si diffonderà nell’area circostante, segnalandone la presenza ed i percorsi e garantendo una maggiore sicurezza per l’utenza. L’ottimizzazione e l’efficientamento dell’illuminazione è in linea con l’orientamento progettuale volto alla riduzione del consumo energetico, grazie anche all’utilizzo di apparecchi a basso consumo dotati di sensori di luce solare per l’autoregolazione in funzione della luce diurna.

Le due facciate trasversali sono tamponate con infissi formati da profili commerciali chiusi da pannelli in lamiera microforata di acciaio corten. Sono previste porte scorrevoli ad apertura automatica (meglio descritte nella sezione impianti), pannellate con lamiere piene di corten fresate su disegno.

Una caratteristica di ordine funzionale ed estetico, anch’essa tuttavia derivata da esigenze strutturali e di facilità di montaggio, è rappresentata dalla pavimentazione, formata dai tratti orizzontali dei telai lasciati a vista inframezzati da fasce di lamiera di acciaio corten microforato analogo a quello utilizzato come tamponamento dei due prospetti trasversali. Il deflusso delle acque meteoriche sarà garantito da un sistema costituito da un canale di gronda posto al centro della copertura – nello spazio tra le lamiere e gli elementi strutturali e sviluppato per tutta la lunghezza dell’edificio – e da discendenti opportunamente collocati alle due estremità opposte, assecondando le pendenze definite nel progetto.

Info – point / attesa / deposito ausili per la mobilità urbana di persone con disabilità

Impostata sugli stessi criteri poc’anzi evidenziati, il secondo volume da realizzare ex-novo – adibito ad info-poin, deposito e distribuzione degli ausili per persone con disabilità e piccola saletta di attesa – ha una struttura più semplice, costituita da una carpenteria a travi di legno lamellare commerciale tamponata con doppi pannelli in multistrato di betulla idoneamente trattato per uso esterno, coibentato e protetto in esterno da un rivestimento in lamiera di acciaio corten. La superficie è pari a 42 mq. Si tratta di uno spazio di grande semplicità ma confortevole ed accogliente, dotato di ampie vetrate sugli spazi esterni circostanti e di arredi minimali in multistrato di betulla. Le finiture riprendono il cromatismo e la matericità dell’edificio principale, all’insegna dell’essenzialità e del calore dei materiali naturali.

Ciclofficina

La preesistenza nell’area di un piccolo edificio un tempo adibito a deposito dello scalo ferroviario, ha portato alla scelta di recuperarlo per integrarlo nel complesso della velostazione. Si tratta di una costruzione di 72 mq, in muratura di tufo ad un solo piano, già dotata di aperture che ne consentono un uso ottimale per gli ambienti a servizio dell’utenza della velostazione. L’immobile recuperato ospiterà la ciclofficina con un’area per le piccole riparazioni, dotata di distributori automatici di pezzi di ricambio e accessori per le biciclette, oltre che di cibo e bevande. Ospiterà inoltre un locale destinato a locale tecnico per il controllo e la gestione degli impianti, oltre ai servizi igienici. Il recupero dell’edificio sarà improntato all’essenzialità e si limiterà al ripristino delle parti ammalorate, al rifacimento e realizzazione di nuove finiture, alla realizzazione degli impianti ed alla sostituzione dei serramenti.